Le incrostazioni calcaree
Le incrostazioni comunemente denominate “calcare” derivano principalmente dalla precipitazione dei carbonati di calcio e di magnesio. Nell’acqua, calcio, magnesio e anidride carbonica sono presenti sotto forma di bicarbonati, che risultano solubili. Quando la temperatura dell’acqua raggiunge valori intorno ai 60 °C, i bicarbonati di calcio e magnesio si trasformano in carbonati, composti meno solubili e quindi inclini a precipitare. Il calcare così formato tende a depositarsi all’interno degli impianti, ostruendo i condotti e ricoprendo resistenze elettriche e scambiatori di calore; questi depositi agiscono come un isolante termico, determinando un aumento del consumo energetico.
Inoltre, le incrostazioni presenti nelle tubazioni riducono la sezione utile di passaggio del fluido e possono favorire fenomeni di corrosione, fino a provocare rotture puntiformi del materiale.
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Bicarbonato di calcio ↔
Ca(HCO3)2
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Carbonato di calcio +
CaCO3
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Anidride carbonica +
CO2
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Acqua
H2O
Calcite e aragonite
Il calcare si origina dalla precipitazione del carbonato di calcio sotto forma di calcite, che aderisce alle superfici formando depositi compatti e resistenti, difficili da eliminare. In particolari condizioni, il carbonato di calcio può invece precipitare come aragonite, che si presenta come una polvere sottile e risulta facilmente rimovibile dalle apparecchiature.
Calcite e aragonite rappresentano due differenti forme cristalline del carbonato di calcio: la calcite possiede una struttura cristallina trigonale o romboedrica, termodinamicamente stabile, mentre l’aragonite ha una struttura rombica o prismatica, meno stabile. Quest’ultima può persistere per un periodo di circa 2–3 giorni, in funzione delle caratteristiche dell’acqua, dopodiché tende a trasformarsi nella forma più stabile, ossia la calcite.
Come funziona la tecnologia Descaler
Si tratta un anticalcare idrodinamico, ovvero un dispositivo di meccanica intelligente: non usa corrente, non è magnetico, non usa chimica, non ha bisogno di ricambi e non filtra l’acqua.
All’interno utilizza una geometria idrodinamica realizzata con 9 leghe metalliche diverse, che costringono l’acqua a creare turbolenze e micro-cavitazioni controllate.
Durante questo passaggio l’acqua entra in contatto con le superfici metalliche, generando un effetto di polarizzazione naturale degli ioni (micro-campi elettrochimici).
Questo fa sì che il carbonato di calcio rompa la sua forma cristallina di calcite, e cristallizzi in forma di aragonite, che ha la qualità di essere scarsamente incrostante (al contrario della calcite).
Il calcare quindi non viene eliminato, ma si attacca sensibilmente meno a utenze resistenze, valvole, caldaia e gruppo erogazione caffè. Il calcare quindi rimane una polvere morbida che viene trascinata via dall’acqua invece di formare incrostazioni.